Biografia


Nata a Genova, vive e lavora a Novara. Un forte interesse per l’arte l’ha indotta a frequentare
diversi corsi di disegno e pittura a Novara che le hanno consentito di esprimere le sue capacità
in opere figurative ed artistiche.
Ha frequentato per alcuni anni il laboratorio del Maestro Aurelio Pedrazzini a Milano.
Grazie ai suoi insegnamenti e alla sua sensibilita’ artistica ha potuto sviluppare la sua
creatività attraverso la pittura a spatola che a tutt’oggi e’ la tecnica piu‘
usata dalla pittrice per i suoi lavori.
Nello stesso studio ha appreso inoltre gli insegnamenti per l’esecuzione dei ritratti ad olio.
oltre ad alcune lezioni di pittura ad acquerello, sempre dedicate alla figura e ai ritratti.
H a partecipato, da diversi anni, essendo socia del Centro Culturale La Canonica a mostre
collettive e ad alcune personali sia in sede che al Broletto
Espone regolarmente inoltre al Centro Culturale La Riseria di Novara nel corso delle varie
iniziative promosse dallo stesso.
Nel giugno del 2002 ha ricevuto il Primo Premio per il Concorso di pittura B. Artioli,
indetto dall’ Associazione Artistica Trecatese., presieduta dal critico U. Sanguineti.
Espone dal 2005 alla Galleria E & F di Genova.
Attualmente sono in esposizione alcuni quadri della pittrice presso la Biblioteca Comunale.
Carlo Calcaterra di Bellinzago.

Da un anno collabora assieme ad altri artisti della Canonica al programma "l'arte nella cultura dell'infanzia " a cura del Nucleo di Didattica ambientale per conto del Comune di Novara

Nino Masaracchio, storico dell’arte presenta:
MARIA GRAZIA BRONDI: il fascino del paesaggio per la continuità dell’impressionismo.

Per una più aderente lettura critica della pittura di Maria Grazia Brondi, ci si può riferire al fatto che La bellezza pura in un certo senso non esiste, dato che Non c’è niente di così bello da non essere anche funzionale, come dice Ron Arad, il grande designer israeliano che a Milano rappresenta il massimo della capacità creativa del disegno pittorico elettronico. Non è assurdo questo riferimento, ancorquando fuori dalla convenzionale critica d’arte e che nulla ha a che vedere con l’impressionismo figurativo delle pagine pittoriche della Brondi, della natura dei suoi paesaggi dentro cui penetra, ritraendoli con sentimento romantico e spirito di fruizione estrema insieme. Sono tanti, diversi paesaggi marini, per i quali, magari senza volerlo, sembra che essa dia ragione anche al pensiero di Nazim Hikmet, che dice: ” Il più bello dei mari è quello che non navigammo, ma dove staremmo come se vi facessimo parte”. E’ così anche per la Brondi? Si pensi a La Costa della Palestina, una mirabile visione di mare e cielo per il contrasto forte di quella muraglia fatta di terriccio, lì che si riflette nell’ingolfamento azzurro che rispecchia il grigio del parapetto terroso dominante, tanto da impoverire la selvaggia, rada vegetazione della mancata spiaggia.
E’ solo pittura questa, ritornando ad Arad? No, non è solo una maniera pittorica, come non lo è la Mareggiata sul ligure, per le Rive del Ticino o Lungo il fiume; tutte opere che dicono di acque realisticamente coinvolte dalla circostante natura, dalle brughiere, e dentro cui, la pittrice, è proprio come è per Hikmet, s’immerge con la sua fantasia immaginifica.
La caratteristica dello stile di questa pittrice contemporanea è, quindi, quella di esaltare la non amenità dei luoghi, ove il cielo e il mare si tingono di scogliere e di ginestre, le ginestre del Tigullio. L’Isola greca è un altro esempio del valore delle barche antistanti, che stagnano lì presso dove si riflettono anche i chiari delle case che stanno a limitare la prospettiva dei piani, come dire tra terra e cielo, appunto per il maggior valore delle barche. Un tema questo delle barche in …desolata attesa, per il maggior valore dei primi piani delle spiagge, le nascoste spiagge liguri che in queste pitture stanno solo per ciò che rappresentano nella solitudine alla luce radente del primo sole.
Non può mancare il riferimento ai macchiaioli, si direbbe per la prospettiva e tre brevi piani verso il cielo dell’orizzonte in Provenza, tra il verde che si tinge del giallo di una luce pittoricamente sentita come valore estetico del migliore stile impressionistico, oltre la realtà oggettuale. Ciò vale anche per Lo stagno, le Colline del Monferrato, ed ancora Brughiera ed altri oli magistralmente voluti, anzi sentiti e vissuti oltre il vero naturale loro aspetto paesaggistico.
Il paesaggio, i paesaggi, come del resto le campiture di fiori, anemoni , fiordalisi, fiori di campo, sono altre motivazioni della pregnanza lirica del colore dipinto o steso sull’intero spazio della tela o del cartone, perché siano guardati come soggetti della oggettualità del colore, dai colori che affascinano lasciandosi assumere dal piacere idilliaco della loro immagine globale.
Oh, si, la bellezza pura esiste, nel vero senso della parola, quando cioè è funzionale come nella pittura di chi sa dipingere oltre l’impressione, per esprimere….il più bello. Il più bello delle colline del Monferrato, delle brughiere, dei vigneti, del fiume d’inverno, dell’Egeo e del mare del faro visto occasionalmente in gita.
Che dire di più…? Sono i cieli irrealistici, i grigi illuminati d’azzurro, nell’incanto assopito del silente inverno, che fanno il rinnovo dell’arte pittorica in una docente capacità iperrealistica dell’immagine paesaggistica. Questo è il figurativo di Maria Grazia Brondi, che nel rinnovo di un impressionismo fortemente espressivo e romanzesco, trova anche nel volto di donna l’appassionante rappresentazione del ritratto-pensiero. I suoi pastelli su carta, giovinetta, nostalgia, superano il tema del ritratto per dire del valore esistenziale dello sguardo nella realistica dimensione dell’io. Tant’è che la sua immagine femminile poi si fa pensiero oltre il ritratto, con specifico riferimento a Caravaggio, per dire che il miglior moderno, se si vuole, è quello che si rifà alle grandi lezioni della storia, purché si eviti di copiare o peggio di ripetere. E per finire, non è certo senza significato che questa pittrice sia di origine genovese, di quella Città che per tanti versi richiama il fascino dell’altrove.